Mercoledì 16 giugno 2021

Prima Pagina

Indagati due pm «Nascoste le prove favorevoli ad Eni» `

MILANO Dopo l'assoluzione dei tredici imputati «perché il fatto non sussiste», si scopre che l'inchiesta Eni-Nigeria sulla presunta maxi tangente da un miliardo di dollari era un pozzo avvelenato. A inquinare le acque ci sono chat falsificate depositate agli atti e documenti che avrebbero scagionato gli accusati rimasti nel cassetto. Così ora a finire nel mirino sono i due pm del processo, indagati dalla Procura di Brescia.


L'accesso è riservato ai soli abbonati

ABBONAMENTO MENSILE
Il Messaggero Digital+
9.00€ Per 3 mesi. Poi 19.99€ / mese
( invece di 19.99€ / mesi )
ABBONAMENTO ANNUALE
Il Messaggero Digital+
199.99€ / anno
( invece di 199.99€ / anno )